Il font giusto non è quello più bello

Spesso quando si sta elaborando un lavoro grafico e si deve dare un font/carattere al testo, si tende erroneamente a voler scegliere quello che visivamente sembra più bello. Ma il font più bello non è sempre quello più idoneo al il lavoro che stiamo facendo.
Il font non è meno importante di una buona immagina in quanto anch’esso (soprattutto esso se non si hanno immagini a disposizione) è importantissimo per la comunicazione visiva.
Quel carattere in poche parole deve rendere l’idea immediata di cosa stiamo presentando: se un prodotto di tipo commerciale, per bimbi piuttosto che di sport.
La scelta del font deve cambiare a seconda dell’uso che ne dobbiamo fare.

 

tipi di font
Se stiamo elaborando la copertina di un catalogo di yoga eviteremo di optare per quei font che risultino troppo squadrati o “grassetti” perché lo yoga deve dare l’idea di rilassamento, quindi scarteremo sicuramente un Arial Black e opteremo per un carattere più leggero.
Se si tratta invece di una biografica o addirittura di un libro di narrativa, quindi testi piuttosto lunghi, dobbiamo scegliere un font che non faccia sentire male il lettore dopo la quarta riga di lettura e opteremo per un Times Roman o qualcosa di simile.
Sono consapevole che non è facile la scelta in alcuni casi, e che ci sono determinati font che possono sembrare banali perché sono continuamente in uso ritornando al Times Roman per esempio, ma è uno tra i tanti che permettono al lettore di leggere meglio testi lunghi. Non vedrete mai un libro di narrativa in Comic sans o in un font “Thin” per esempio quindi mettetevi il cuore in pace.
Per quanto riguarda titoli di cataloghi, siti, loghi e quant’altro (sempre che non si tratti di testi lunghissimi) vi potete sbizzarrire ma ci sono delle regole visive da seguire, non ve le spiegherò scrivendo, ma illustrandovi di seguito ciò che capirete da soli.
Quali sono opportuni e quali no?

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Il mio lavoro non è semplice, non lo è affatto ma è la mia passione. La creatività per me è stimolo, mezzo e fine per le mie creazioni. Ma punto soprattutto ad ottenere una buona sintesi tra le esigenze grafiche canoniche e i desideri del cliente al fine di ottenere un lavoro finito che lo rappresenti al meglio.

Robi

Il mio lavoro non è semplice, non lo è affatto ma è la mia passione. La creatività per me è stimolo, mezzo e fine per le mie creazioni. Ma punto soprattutto ad ottenere una buona sintesi tra le esigenze grafiche canoniche e i desideri del cliente al fine di ottenere un lavoro finito che lo rappresenti al meglio.